//Svelato il mistero della porta monumentale di Tol-e Ajori

Svelato il mistero della porta monumentale di Tol-e Ajori

porta tol-e ajori

Si tratta di una scoperta inaspettata e molto gradita, che premia la missione archeologica formata dal Centro iraniano di ricerche archeologiche e dalle Università di Shiraz e di Bologna, diretta da Alireza Askari Chaverdi e Pierfrancesco Callieri, con il sostegno di QUAY e del Ministero degli Esteri italiano.
Come anticipato nel precedente articolo, l’équipe ha concentrato gli scavi a meno di quattro chilometri dai palazzi di Persepolis, dove i re dei re ricevevano i tributi dei sudditi, ovvero nella zona in cui dovevano trovarsi le residenze dell’aristocrazia achemenide che gravitava intorno alla Corte.
Tutta la piana di Persepolis è costellata di tepé, colline artificiali che in altre aree del Medio Oriente vengono chiamate teli e coprono rovine millenarie. L’attenzione di Callieri e Askari Chaverdi si è concentrata su una collina la cui superficie era coperta da una grande quantità di mattoni, del tutto diversi dalle altre rovine dell’area, che sono di pietra. Gli abitanti del luogo la chiamano Tol-e Ajori, collina dei mattoni.
Per i primi quattro anni ogni scavo aveva smentito le ipotesi formulate dall’equipe, ma finalmente, alla quinta spedizione, gli archeologi hanno scoperto che le rovine erano quel che restava di una porta monumentale, una copia della Porta di Ishtar, che Nabucodonosor fece costruire a Babilonia e che oggi si può ammirare al Pergamonmuseum di Berlino. Non era una fornace, né una sala, e nemmeno una torre quell’edificio massiccio, con muri spessi più di dieci metri, che stava emergendo dopo quattro anni di scavo nella piana di Persepolis. Il Venerdì di Repubblica ha dedicato alla scoperta un ampio servizio a cura di Vanna Vannuccini.

2018-05-28T14:30:03+02:00 Dicembre 17th, 2015|